mercoledì 29 agosto 2007

Lingue e nuova paideia

Innovazione come elemento strategico del processo formativo


Dall'anno scolastico 1997- 98 nelle scuole secondarie italiane sono state gradualmente introdotte rimarchevoli innovazioni istituzionali, linguistiche e pedagogiche che, cambiando il noto "esame di maturità", hanno inteso porre il sistema scolastico italiano più vicino ed integrato agli altri sistemi funzionanti nei Paesi dell'UE.Anche le innovazione introdotte nel 2007 vanno verso la stessa direzione,in attesa di una preannunciata riforma dell'esame di stato.
Su queste innovazioni, ancora poco note, intendiamo soffermarci., in quanto si tratta di un radicale cambiamento della scuola italiana, che interessa anche l’insegnamento linguistico, sia per l’italiano che per le altre lingue.

Innovazioni nell’esame di stato
Le innovazioni relative al nuovo esame di stato nel sistema. scolastico italiano sono state introdotte con la legge n. 425/97 e con un complesso impianto normativo costruito tra il 1998 e il 2001 (decreti, circolari, regolamenti) che, modificando la superata definizione dell'esame di maturità hanno inteso proporre e metabolizzare la cultura dell'esame, rimasta ferma ancora a quella "provvisoria" normativa (legge 119/69) che aveva come fine "la valutazione globale della personalità del candidato".
Come si è riscontrato a distanza di oltre tre decenni, si tratta di un fine generico, non convalidato sul piano metodologico e didattico, scarsamente attendibile sul piano della valutazione dei risultati, basati spesso su criteri soggettivi per definire che cosa sa il candidato “maturo”.
Il Ministero della Pubblica Istruzione e i suoi organi di. studio e di ricerca pedagogica si sono impegnati per cambiare in Italia l’esame di maturità al fine di:
- allentare l'impostazione nozionistica e generica delle precedenti prove di esame al termine del ciclo secondario,secono anche le indicazioni della Commissione U.E.
- introdurre una certificazione del sapere e del saper fare secondo il sistema formativo europeo (basato sulla nota sequenza: conoscenze, competenze, capacità);
- integrare la formazione scolastica alla formazione professionale, al mondo del lavoro (e viceversa) secondo il valido sistema in atto in altri Paesi europei dei “crediti formativi”;
- individuare e definire per l’esame di Stato degli indicatori validi che, rapportandosi a precise conoscenze, competenze e capacità, possano consentire di tracciare un efficace profilo del candidato/studente al termine del curriculum di scuola secondaria;
- definire una valutazione che individui con maggiore oggettività il livello degli apprendimenti degli studenti.
Quest’ultima finalità viene raggiunta mediante l'introduzione, accanto alle prove stabilite, di altre tipologie di prove strutturate e semistrutturate. In questo contesto viene introdotto il nuovo criterio di misurazione delle prove con l’uso di indicatori e relativi descrittori e con verifiche pluridisciplinari (per esempio, nella 3a prova e colloquio).
Estremamente innovativo é il modello di certificazione scolastica che attesta il percorso didattico ed educativo svolto dall'allievo durante l 'intero percorso scolastico; tale documento ne indica le conoscenze e le competenze acquisite mediante idonei descrittori che devono essere riferiti ai risultati conseguiti sia nel curriculum ordinario sia nelle attività modulari e nelle esperienze, anche personalizzate, realizzate dall'allievo in sede di orientamento, arricchimento e diversificazione dell'offerta educativi e formativa.
Bastano questi brevi accenni per comprendere che si tratta di cose nuove, nuovissime per il sistema formativo italiano che si riassumono nella parola tecnica innovazione, il cui significato molti trascurano o riducono solo al fatto che ci sia un computer, o una bella stampante che stampi qualcosa, così come una volta accadeva in presenza di un tornio. Se c’è quello c’è l’innovazione, altrimenti non c’è. Mentre, invece, fare un buon olio d’oliva richiede una capacità innovativa esattamente come per fare un buon computer; confezionare un vestito di Armani richiede una capacità professionale, di ricerca sul prodotto e sul materiale pari a quella che serviva per fare un buon tornio.
L'innovazione non é qualcosa che appartiene ad un settore (scolastico nel nostro caso) piuttosto che ad un altro. Investe tutti i settori della ricerca e delle attività umane. Non basta saper fare un computer o un microprocessore, dipende da come li fai, dai risultati che ottieni. Così l’innovazione introdotta nella scuola con l’esame di stato non riguarda solo i diretti interessati (insegnanti, genitori, alunni), ma un insieme di altri soggetti che coinvolgono tutta la società italiana nella sua complessità, il mondo delle professioni, la circolazione dei titoli di studio nell’ambito dell’Unione Europea, il successo formativo ed altri aspetti che riguardano interessi e potenzialità dello studente.
Con molte risorse ed investimenti di competenze è avvenuto dunque un grosso cambiamento nel sistema scolastico italiano che, avvicinandosi agli standard scolastici europei, conferma l’impegno dell’Italia per la scuola e per le nuove generazioni, un impegno che rafforza l’immagine dell’Italia come quella di un grande Paese, come suol dire il Presidente colla Repubblica Ciampi.

Dinamiche culturali e nuova paideia
Sono state introdotte molte innovazioni nel sistema di valutazione. Qui è possibile accennare alla prova scritta di italiano (3a prova), la misurazione oggettiva degli elaborati avviene attraverso dei descrittori (pertinenza della traccia, correttezza e proprietà linguistica, conoscenza dei contenuti, capacità argomentativa, capacità di esprimere un giudizio critico, originalità delle opinioni espresse) che attribuiscono un punteggio che al massimo raggiunge quota 15.
Si potrebbe riferire su altri descrittori che hanno determinato la riforma del sistema formativo italiano sviluppatasi in questi ultimi quattro anni.
La realizzazione del nuovo esame di stato ha messo in movimento nella scuola secondaria italiana diverse dinamiche innovative che si sono sviluppate in Italia e in Europa in ambito culturale, tecnologico, didattico, valutativo, sociale. Esse danno inizio ad una nuova paideia per la scuola italiana.
Nella dimensione culturale la tendenza prevalente in Europa è quella di superare la tradizionale gerarchia dei saperi e di ridurre la distanza, come avviene ora con la riforma, tra gli indirizzi di scuola secondaria, costruiti in passato proprio sulla distinzione e sulla gerarchia dei saperi (lavoro, studio, professioni).
Sotto il profilo tecnologico emerge la possibilità data ai candidati all’esame di stato di avvalersi delle nuove tecnologie multimediali, in sede di esame, com’è già stato constatato nelle sessioni dal ’99 fino ad oggi. i candidati possono realizzare compiti, risolvere problemi, sviluppare argomentazioni per dimostrare le competenze individuali possedute.
Nell'ambito della terza dimensione, quella dell'organizzazione didattica, si fa riferimento a tutte le materie di studio, e non solo, come prima avveniva, a quelle dell'ultimo anno. La preparazione all’esame, si dice ora, inizia già dal secondo/terzo anno del corso di studi.
Quanto alla dimensione valutativa il nuovo sistema avvicina la scuola italiana a quella degli altri Paesi europei molto attenti alle competenze in uscita dai percorsi formativi frequentanti, ed ai crediti formativi acquisiti.
L’ultima dimensione, quella sociale, fa si che l’istruzione secondaria diventi sempre più , anche in Italia, un pre-requisito per le scelte successive: la formazione superiore (universitaria o tecnico-professionale superiore) e le altre forme di integrazione tra formazione e lavoro garantite anche dalla nuova certificazione delle competenze acquisite.
Come riconosce Tullio De Mauro, esimio linguista prima ancora che Ministro della P.I. nel vecchio governo durante il periodo della riforma, il nuovo esame di stato si inserisce come fattore strategico nel processo di rinnovamento scolastico: una scuola il cui fulcro non sia più l’astratto rispetto formale di programmi centralistici, ma la qualità e l’autonoma capacità dei docenti nel promuoverla e farla raggiungere nelle diverse realtà ambientali del Paese.(viga)